Re: Chiarimenti Legge 104
Data: 11 giugno, 2012 - 11:53
Sono un insegnante di scuola primaria.
Premetto che ho tutto il rispetto per le persone che usufruiscono dei benefici previsti dalla legge 104 del ’92. Naturalmente mi riferisco a quelle persone che sono “effettivamente” bisognosi di tali benefici.
Nel mio ambito di lavoro, l’insegnamento, riscontro, con rammarico, che, nella maggioranza dei casi, l’handicap personale o del familiare è pretestuoso ai fini della fruizione delle agevolazioni previste dalla legge104/92. Primo fra tutti la conservazione del posto di lavoro: “Un collega con la 104 non è mai perdente posto”. Questo diritto è giusto e sacrosanto per le “VERE 104”. Quello che non riesco a capire, invece, è perché un insegnante che ha bisogno dei benefici previsti dalla 104, per avere assistenza o, peggio ancora, per prestare assistenza ad un familiare, poi ricopre ruoli che lo impegnano anche in orario extrascolastico?
Da un lato gli si concede, giustamente, più tempo per le proprie esigenze e dall’altro Lo si incentiva in attività che gli prolungano, di fatto, l’orario di lavoro e che, in ogni caso, Lo impegnano, o quanto meno Lo “stressano” più del dovuto: Esempio: Ho la “104” perché ho la nonna che ha bisogno della mia assistenza, o peggio ancora per motivi gravi di salute, quindi non posso essere trasferito e ho diritto a 3 gg. mensili di permesso retribuito. Però posso trascorrere pomeriggi interi a scuola perché ho l’incarico di esperto del PON, perché sono Funzione Strumentale, o Vicario collaboratore, o Responsabile di progetti o Responsabile di plesso etc.. Credo che in tutto ciò ci sia molta incongruenza.
Vorrei saper se c’è incompatibilità tra gli incarichi sopra citati e il beneficiare della legge 104 del ’92?
Grazie